Itinerari Culturali Garfagnana: le Vie Della Contessa, itinerariio tra i più conosciuti e molti altri..

 
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Via delle Statuine di Gesso
Comunita' Montana Area Lucchese



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Calavomo - Vitiana - Tereglio - Lucignana - Gromignana - Coreglia Antelminelli - Piano di Coreglia. Provenendo sempre da fondovalle e seguendo la Strada Statale n.445 della Garfagnana oltrepassato il passaggio a livello della ferrovia linea Lucca-Aulla si giunge a Calavorno. Tornando indietro lungo la stessa strada fino al bivio che indica Vitiana, Tereglio e l'Orrido di Botri, ci si immette sulla strada Provinciale proprio seguendo la vallata appenninica formata dal torrente Fegana. Percorrendo questa strada non si . può fare a meno di notare come sia ampia e spettacolare questa valle contornata dagli Appennini, dai boschi di castagno e da borghi arroccati tipici di origine fortificata. Il primo paese che incontriamo è Vitiana seguito da Tereglio dove si trova la deviazione per l'oasi naturale dell'Orrido di Botri. Da Tereglio la strada si fa stretta e fitta di vegetazione ricca di legname di castagno. A tratti si intravede l'opposta catena montana delle Alpi Apuane fino al bivio che indica Gromignana. La strada continua a salire per poi ridiscendere verso l'imponente paese di Coreglia Antelminelli. Da qui si scende verso il Piano di Coreglia. Calavorno, "l'anno di 1171 Luccha prese Ghivizzano e arse Chalavorno del mese di gennaio". Questa la prima notizia del paese, che il cronachista Giovanni Sercambi riferisce quando descrive la penetrazione lucchese in VaI di Serchio. Il castello e la borgata di Calavorno, costruiti quasi a picco sul Serchio sotto la strada di Vitiana, preesistevano a quella data con la chiesa di S.Nicola. La loro importanza era accresciuta dalla presenza sul fondovalle di un ponte che aveva, lungo la sinistra del fiume, un ospedale per viandanti intitolato a S.Leonardo. Detto ospedale rimarrà nel luogo d'origine fino al 1564, quando ne venne costruito uno più grande, oltre la Dezza, in territorio di Ghivizzano. Il ponte invece ebbe nel 1376 una prima ricostruzione finanziata dalle comunità di Coreglia, Ghivizzano, Tereglio, Vitiana, Lucignana, Gioviano, Terzone oltre che dal Consiglio Generale della repubblica di Lucca; subì poi rafforzamenti e modifiche negli anni 1557, 1657, 1690 e 1733. A due arcate, una grandissima, l'altra minore, fu soggetto a radicali modifiche poco prima dell'ulJima guerra. Fatto saltare dalle truppe tedesche in ritirata e sostituito da un ponte militare in ferro da quelle americane, ebbe la sua ennesima ricostruzione non più nel solito luogo, ma a poche decine di metri di distanza, verso la chiesa. Denominato Capanne di Vitiana fino ai primi del secolo, Calavorno riprese l'aptico nome quando la via provinciale e la stazione ferroviaria trasformarono i casolari cresciuti intorno al ponticello della Surricchiana in un centro di comunicazioni di vivace impegno commerciale. Lucignana, il Paese, come tanti altri della media VaI di Serchio, fino al sec. XII fu in potere dei Rolandinghi. Passò quindi ai Bizzarri, loro successori, i quali ne conservarono la signoria per ancora un secolo. Tracce di questo minuscolo potentato sono ancora visibili nella parte alta del paese, dove si può ammirare la suggestiva porta che faceva capo alla rocca, e il palazzo cinquecentesco dove la comunità teneva le sue riunioni. Interessanti sono a Lucignana certe pietre di dse, ricche di fregi e di incisioni, provenienti forse dalle antiche dimore dei Bizzarri e la chiesa parrocchiale (sec.xII) che, pur trasformata nei secoli, rileva le primitive strutture romaniche sul lato prospicente alla strada. Coreglia Antelminelli, antichissimo castello, fu prima feudo dei Rolandinghi signori di Loppia, quindi sentinella avanzata della Repubblica lucchese. Per più secoli campo di lotte continue e feroci, difesa dalla parte Guelfa, resistè nel 1316 a Castruccio Castracani, che dopo 58 giorni di assedio riuscì a farsene padrone ricorrendo all'inganno. Militarmente potenziata dal grande capitano lucchese, passata col tempo insieme alla sua vicaria a Francesco Castracani, raggiunse il maggiore splendore verso la metà del XIV sec. grazie a questo signore, che non solo ne accrebbe probabilmente la chiesa dotandola di insigni opere d'arte, ma anche si fregiò del nome di Conte di Coreglia ( 1355 ). Dopo il 1369 la sede dell'antica. vicaria passò da Coreglia a Borgo a Mozzano. Nella prima metà del secolo nonostante gli attacchi condotti contro le vicine località dai fiorentini e dai loro alleati, rimase sempre fedele a Lucca. Tale fedeltà venne premiata dalla Repubblica nel 1562 con la costruzione del Commissariato di Coreglia che in pratica diede vita all'entità comunale tutt'oggi esistente. A ricordo degli Antelminelli, che in questo territorio, nel Medioevo, furono prima vicari poi conti, il paese di Coreglia con decreto ministeriale del 1862 ebbe la denominazione di Coreglia Antelminelli. Patria dei primi "figuristi" che diffusero nel mondo l'arte del gesso, ebbe nel secolo scorso figli che generosamente parteciparono alla campagne del Risorgimento, o che si distinsero per le loro capacità artistiche o le loro qualità di scienziati. Tra i maggiori monumenti di Coreglia ricordiamo: l'antichissima chiesa protoromanica di S.Martino, la chiesa romanica di S.Michele,la poderosa torre campanaria e numerose opere di scultura fra cui S.Michele e l'Annunciazione del XIV secolo. In fatto dI architettura militare, di notevole interesse sono i resti dell' antica rocca, nel cui seno si snodano tortuOSitgallerie, il forte, le porte, le mura castellane di epoca medievale (lato nord) e rinascimentale (lato sud). Il Palazzo Vanni ospita il Museo delle figurine di gesso con numerosi esemplari di statuine dal '700 ai giorni nostri. Piano di Coreglia, prima del Mille faceva parte del piviere di Loppia, la "villa" di Cistrignana, facilmente identificabile in una terra situata al di qua del torrente Ania. Ma di tale "villa" dopo il XII secolo non si ha più notizia, come decadono d'importanza paesi limitrofi quali Manciana, Curchi ed Ansuco. Nonostante ciò sappiamo che nel 1257 esisteva una "località Nestrignana", identificabile nell'antica Cistrignana da un Berto della famiglia dei Porcaresi, che compare nei diplomi imperiali del 1185e del 1242 come una delle fortezze più ragguardevoli della Gàrfagnana. La più antica notizia che abbiamo intorno a tale località risale al 1171, anno in cui i lucchesi sconfitti i pisani presso Mozzano, lo ritolsero a questi che se ne erano impadroniti mettendolo a ferro e a fuoco. Lo troviamo menzionato con la sua chiesa parrocchiale di S.Lucia nel "Libellus Extimi Lucanae Diocesis" (1260), nella "Decima della Tuscia: (1276-77) e nel catalogo delle chiese della diocesi di Lucca del 1387; figura poi tra i comuni della Contea di Coreglia, nel diploma Imperiale dell'8 maggio 1355 e infine in una carta del 1378, dove sono enumerate le città ed i castelli della Toscana fedeli all'Imperatore. Poi di Colle Bertingo, probabilmente distrutto da Niccolò Fortebracci, più nessuna traccia. Dopo la metà del secolo XVI, quando venne costituito da Lucca il Commissariato di Coreglia, gli abitanti di Nestrignana, Colle Bertingo, Manciana e Curchi entrarono a far parte di questa comunità come uomini del Piano di Coreglia. E con questo nome il paese è arrivato fino a noi, serbando il ricordo dei due centri più antichi nelle annuali fiere di S.Lorenzo (10 agosto) e S.Lucia (13 dicembre).
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Fotogallery


**Vitiana** Vitiana si annuncia da lontano senza nulla nascondere. Salendo la VaI Fegagna sulla sinistra si scorge in contrasto col cielo. Una volta giunti nella piazza, le cui case fanno da contorno ad un oratorio di puro Rinascimento adornato d'affresch


**Tereglio** Nel III-II sec. a.C. la montagna di Tereglio risulta abitata da tribù liguri come testimonia la necropoli di Margeglio. Ignote sono però le vicende del paese dalla sua fondazione fino al 1287, quando appare tra le comunità a cui erano stati a


Orrido di Botri.


**Gromignana** Il paese ha origini antiche come rivela la zona fortificata di Camfumalbi, che ha restituito tracce d'un castelliere ligure e frammenti di ceramica romana. Con la denominazione di Grimignana e ricordando la prima volta nel 983 dal documento













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