Riserve naturali

 
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Orto Botanico Pania di Corfino
Comunita' Montana della Garfagnana
Villa Collemandina
Loc. Magnano, Orecchiella
Tel. 0583 644930/644911 fax 644901

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Ambiente e paesaggio L'alta Garfagnana è un'area appartata e montana della Provincia di Lucca, che è riuscita nel tempo a mantenere quasi inalterati i suoi originali caratteri paesaggistici ed ambientali. In quest'oasi di verde, sopra un vasto altopiano del versante appenninico, si estende il Parco naturale dell'Orecchiella, dove l'Amministrazione Forestale si dedica da decenni - con ottimi risultati - alla coltivazione dei boschi, al ripopolamento animale e alla protezione della Natura. Pania di Corfino è il nome di un massiccio montuoso che si erge - rude e maestoso - tra le morbide pendici ondulate di tale Parco e le groppe tondeggianti del crinale appenninico. Quest'isola calcarea - tutta circondata da affioramenti di rocce arenacee (soprattutto il «macigno») - sembra dunque contrastare, per l'asprezza delle sue forme, con le modeste e dolci insellature dei rilievi limitrofi. Il nome «Pania» - di substrato linguistico arcaico - richiama la voce vernacolare di «penna» e, per alcuni, dovrebbe pure ripeterne il significato di «grande parete rocciosa ». Questo toponimo probabilmente deriva dall'antica radice «pen», da cui potrebbe anche discendere il nome di una tribù ligure - gli Apuani - che qui visse avanti la colonizzazione romana. L'Orto Botanico «Pania di Corfino» si trova nell'omonimo gruppo montuoso, alla base dell'impervia parete sud-ovest. Il luogo - conosciuto come Piè magnano - si raggiunge facilmente a piedi dal Centro Visitatori del Parco dell'Orecchiella, incamminandosi per breve tratto (circa 2 km), lungo un facile sentiero, entro una faggeta matura. Giunti in prossimità dell'O.B., into*rno a 1370 metri di altitudine, il bosco si apre e si dirada, lasciando godere all'escursionista il suggestivo panorama dell'alta Valle del Serchio, con le Alpi Apuane sullo sfondo a negare la vista del mare. Scopi e finalità dell'O.B. L'Orto Botanico «Pania di Corfino» - sorto nel 1984per iniziativa della Comunità Montana della Garfagnana - ha finalità soprattutto educative, scientifiche e di conservazione. In particolare, tra i suoi precipui scopi didattici, si ricordano la diffusione della conoscenza della botanica e l'educazione all'amore e al rispetto verso la Natura. Inoltre, l'O.E. permette agli studiosi e agli specialisti della materia, di compiere numerose osservazioni, confronti e ricerche sugli elementi della flora locale qui conservati, mettendo a loro disposizione i necessari supporti tecnici e scientifici. Infine, questo Giardino alpino si propone di documentare e proteggere il patrimonio floristico, di notevole valore, dell' Appennino lucchese, con specifico riguardo a quelle entità vegetali in via di rarefazione o scomparsa, e ad ogni altra locale emergenza d'interesse geobotanico. L'O.E. «Pania di Corfino» svolge la sua attività didattica e scientifica in collaborazione con l'O.E. comunale di Lucca, in quanto strutture tra loro complementari. In effetti, questo Giardino alpino raccoglie e conserva esclusivamente specie vegetali del proprio territorio montano, tra cui molte che, per le loro partÌcolari esigenze ecologiche, difficilmente riuscirebbero ad acclimatarsi o riprodursi a Lucca. I semi delle piante della «Pania di Corfino» vengono inseriti nell'lndex seminum dell'O.E. lucchese, ed insieme ai semi di quest'ultimo, sono distribuiti a studiosi ed istituti scientifici di tutto il mondo. Struttura e caratteristiche dell'O.B. L'Orto Botanico «Pania di Corfino» si estende per una superficie di circa mezzo ettaro, su un terreno variamente inclinato,' dove avvallamenti preesistenti e dossi artificiali consentono di riprodurre varie situazioni ambientali. Questo Giardino, di tipo alpino, occupa prevalentemente una radura erbosa già meta di greggi ed armenti, ma oggi in parte riconquistata da un alto cespuglieto a ginepro comune (Juniperus communis) e rosa canina (Rosa canina var. canina). Il substrato dell'O.B. è principalmente costituito da accumuli di detrito di falda, a stento ricoperti anche da gruppi esigui di faggio (Fagus sy/vatica) ed esemplari isolati di cerro (Quercus cerr!s), maggiociondolo (Laburnum anagyroides) e carpino nero (Ostrya carpinifolia) . Il suolo naturale dell'O.E. deriva dappertutto da rocce èa1caree, ed è dunque di natura a1calina. Comunque, in una zona ristretta dell'O.B., si è provveduto a sostituirlo ,con un terreno acido di riporto, al fine di favorire l'impianto e la coltivazione di specie vegetali che non tollerano i substrati basici. All'interno, l'O.E. è suddiviso in settori: flora dei boschi, dei pascoli, delle brughiere, delle torbiere, dei macereti e delle rupi; ognuno corrispondente ad un particolare paesaggio vegetale che concorre all'articolata composizione dell'ambiente naturale della Garfagnana appenninica. Pertanto, gli itinerari interni a <\ascuna sezione floristica - dotati di apposita segnaletica'~ cartellinatura delle specie ospitate - cercano di offrire ai visitatori il senso e l'emozione di un'escursione naturalistica sul territorio, sebbene sviluppata su piccola scala. L'O.B. invita dunque il turista ad osservare le piante dell' Appennino lucchese in un ambiente circoscritto e caratteristico, permettendogli pure di far confronti con altre entità simili o con le medesime esigenze ecologiche, oltre a fargli conoscere il loro nome scientifico e volgare, la famiglia d'appartenenza e la distribuzione geografica. La visita all'O.B. Poco distante dall'entrata dell'Orto Botanico - dopo aver oltrepassato la deviazione che conduce al semenzaio - si incontra un piccolo acquitrinio artificiale, le cui rive a substrato torboso ed acido accolgono specie dalle vistose fioriture, come la calta palustre (Caltha palustris), il botton d'oro (Trollius europaeus), il geo dei rivi (Geum rivale), il billeri rotondi foglio (Cardamine asarifolia), i pennacchi (Eriophorum sp.pl.), ecc. Un ravaneto prodotto artificialmente occupa l'area centrale dell'O.B., al di sotto di una tozza montagnola - ottenuta con l'accumulo di massi di grossa taglia - dove hanno trovato ricetto alcune specie endemiche e caratteristiche dell'ambiente rupicolo (Globularia incanescens, Saxifraga lingulata, L inariapurpurea var. montana), insieme ad altre entità di diverso significato geobotanico. A fianco del ravaneto, si allarga l'arboreto che raggruppa diversi rappresentanti della dendroflora montana autoctona, tra cui anche l'abete bianco (Abies alba) e quello rosso (Picea excelsa), presenti ancora oggi come relitti in stazioni appenniniche. Inoltre, nella parte più elevata di questo settore, due faggi (Fagus sylvatica) si ergono imponenti, con i loro annosi rami ricoperti di licheni, a dominare, da grandi patriarchi, la scena del Giardino. Una particolare area dell'O.B., dal substrato reso siliceo, è stata destinata alla flora dei vaccinieti, con esigui lembi, qua e là ricostruiti, di brughiera a mirtilli (Vaccinium myrtillus, V. gaultherioides, V. vitis-idaea), che si alternano a piccoli gruppi di bassi cespugli di rododeIldro rosso (Rhododendron ferrugineum), ginepro nano (Juniperus nana) e brugo (Calluna vulgaris). Nelle rimanenti zone prative del Giardino - dominate dal paléo (Brachypodium pinnatum), dalla carlina bianca (Cartina acaulis) e dalla sesleria autunnale (Sesleria autumnalis) - è tutto un susseguirsi di diverse fioriture, a partire dallo scioglimento delle nevi fino ai primi freddi invernali, con suggestive variazioni cromatiche in ogni stagione. Prima compare il tenue viola dell'orchidea maschia (Orchis mascula) e il giallo intens\1della primula odorosa (Primula veris subsp. suaveolens~ poi è il momento del rosso vinoso delle grandi corolle della peonia selvatica (Paeonia officinalis), a cui succede l'arancio del giglio di S. Giovanni (Lilium bulbiferum subsp. croceum) e il carminio del giglio martagone (Lilium martagon), seguiti, a loro volta, dall'azzurro-violetto della genziana minore (Gentiana cruciata), che annuncia l'autunno imminente. Le principali emergenze floristiche dell'O.B. Tra le specie vegetali più inte~ssanti e significative, coltivate nell'O.B., è doveroso rìcordare: la primula appenninica (Primula apennina), dai fiori rosso-pallidi, è una minuscola e rara entità che, esclusiva di alcune vette silicee di questo crinale appenninico, è sottoposta a stretta tutela poichè suscettibile d'estinzione. la globularia delle Apuane (Globularia incanescens) è un altro importante endemita dell' Appennino settentrionale; assai caratteristico per i capolini azzurri e le foglie tondeggianti, vive nelle fessure delle rocce calcaree; la linaria purpurea (Linaria purpurea var. montana) che ha qui una delle stazioni più settentrionale del suo areale; per la sua bellezza e particolare distribuzione, è la specie endemica che meglio rappresenta l'elemento autoctono della flora italiana; il ciliegio canino (Prunus mahaleb) è un piccolo albero tipico delle pietraie e dei litosuoli della Pania di Corfino, che annovera qui una delle poche stazioni appenniniche della specie, nonché l'unica della Toscana, insieme a quella punti forme del Monte Pisano; la peonia selvatica (Paeonia officinalis), il cui nome propone una singolare somiglianza fonetica con il toponimo «Pania»; per la sua eleganza e diffusione in zona, la specie è stata anche presa a simbolo dell'Orto Botanico. * * * L'Orto Botanico "Pania di Corfino", nonostante si trovi ancora in fase di sistemazione, è meta di folti gruppi di visitatori ed escursionisti che ne apprezzano l'originale impianto e la minuziosa cura, sottolineando l'interesse per questa nuova iniziativa di carattere didattico e conservativo. Testo e disegno di Antonio Bartelletti. Foto di Maria Ansaldi, Bruno Giovannetti e Fabio Lucchesi. Si ringrazia il Prof. Paolo Emilio Tornei per le indicazioni fornite nella preparazione del presente pieghevole. Visite guidate con accompagnatori specializzati dal 25 Giugno all 10 Settembre tutti i giorni ore 9,00/12,30 e 14.30/18.00.















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